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La ricerca sulla sindrome di Rett va avanti

Nuovi progressi della ricerca nel campo della sindrome di Rett.

In un articolo pubblicato recentemente sulla rivista Molecular Cell, si suggerisce che la proteina MeCP2 influenzi l’intero genoma dei neuroni piuttosto che agire come regolatore di specifici geni. Mutazioni della proteina MeCP2 causano la sindrome di Rett, ma sono state associate anche ad alcuni disturbi neuropsichiatrici, tra cui l’autismo, la schizofrenia e problemi di apprendimento.

Questi nuovi progressi vengono dal laboratorio del professor Adrian Bird, Ph.D. all’Università di Edimburgo. Il professor Bird ha già dato un contributo fondamentale alla ricerca nel campo della sindrome di Rett, a partire dalla clonazione della proteina MeCP2 nei primi anni ’90, fino alla sensazionale dimostrazione della reversibilità dei sintomi in topi adulti che fungevano da modello della malattia, risultato pubblicato sulla rivista Science nel 2007.

Il professore è membro e consulente scientifico del Rett Syndrome Research Trust (RSRT), un’organizzazione no profit fortemente impegnata nello sviluppo di trattamenti e cure per la sindrome di Rett e i difetti correlati del gene MECP2.

“Nel cervello”, ha spiegato il professor Bird, “ci sono molti tipi di neuroni con differenti funzioni, ma il dato interessante è che lo schema, il pattern con cui MeCP2 si lega ai cromosomi è in gran parte simile in tutti i neuroni. Questo porta a ipotizzare che il difetto neuronale causato dalla mutazione di questo gene interessi tutti i neuroni in maniera simile. Se realmente si tratta di un difetto generalizzato diffuso in molti neuroni, le cause della sindrome di Rett potrebbero essere meno complicate di quel che temevamo. Una ipotesi che ora deve essere verificata e approfondita da ulteriori studi”

Peter Skene, un ricercatore del laboratorio di Bird, primo firmatario dell’articolo afferma: “Sempre in accordo col fatto che MeCP2 agisce sull’intero genoma abbiamo trovato generalizzate alterazioni della  composizione e dell’attività della cromatina. Si è visto che in assenza di MeCP2 si verifica un aumento della trascrizione spuria (cioè di una trascrizione non preventivata) del cosiddetto “DNA spazzatura”, che si trova fra un gene e l’altro. Questo sembra indicare che anziché avere come bersaglio specifici geni, MeCP2 funzioni piuttosto a livello genomico generalizzato, e possa agire come guardiano del genoma neuronale.”

“Nella ricerca di un trattamento per la sindrome di Rett, il Rett Syndrome Research Trust persegue due obiettivi paralleli”, ha commentato Monica Coenraads, Direttore Esecutivo dell’organizzazione e madre di una bambina affetta dalla malattia, ”Uno è quello di trovare il modo di testare la funzionalità di MeCP2 e quindi cercare, con un lavoro di screening, molecole che consentano di correggerne i difetti. L’altro è capire quanto più possibile riguardo al ruolo di MeCP2 nel cervello, e sviluppare trattamenti sulla base di questi risultati. Sapere che MeCP2 agisce in un modo generalizzato piuttosto che come regolatore genespecifico, offre una nuova prospettiva delle basi molecolari della sindrome di Rett, che aiuterà a indirizzare meglio lo sviluppo di farmaci e altre modalità di trattamento”